Marketing agroalimentare come raccontare il cibo

Marketing agroalimentare: come raccontare il cibo e difenderne il valore

Il valore di raccontare il cibo e di chi lo produce direttamente

Il futuro del cibo non è altrove, è nel dialogo tra ciò che coltiviamo e il modo in cui decidiamo di raccontarlo.

Esiste un punto d’incontro tra la terra e la tecnologia ed è lì che si gioca il futuro del nostro cibo. Lavorando a stretto contatto con i produttori e gli artigiani della filiera agroalimentare, ho osservato una dinamica costante: un’attenzione maniacale alla eccellenza del prodotto che però spesso si ferma al cancello dell’azienda. Una volta uscito da lì, il prodotto entra in un meccanismo dove il valore viene inevitabilmente diluito e il contatto con chi mangia si interrompe.

La sfida della consapevolezza (qui e ora).


Non si tratta di puntare il dito contro i modelli distributivi tradizionali. La GDO ha le sue logiche di volume e di scala che non vanno sempre demonizzate, perché spesso hanno prodotto casi virtuosi da cui si è preso e si deve prendere esempio. Il punto è che oggi, per un produttore d’eccellenza, molte di quelle logiche rischiano di diventare una gabbia che comprime i margini e rende il lavoro invisibile.

Oggi non basta più “saper fare”. In un mercato sovraccarico di stimoli, chi resta in silenzio delega ad altri il proprio valore. Restare nel “qui e ora” significa capire che il mercato è cambiato: il consumatore cerca fiducia, origine e trasparenza, relazione, ma per dargliele bisogna avere il controllo della propria comunicazione.

Marketing agroalimentare: uno strumento per la disintermediazione


In questo contesto, il marketing non è un accessorio estetico o un costo superfluo. È e deve diventare lo strumento tecnico (non l’unico) per la disintermediazione.

Attraverso il digitale, la distanza tra chi produce e chi consuma si accorcia fino a sparire. Raccontare il proprio lavoro, la propria storia non è un atto di vanità, ma una strategia d’impresa per:

  • Costruire canali di comunicazione indipendenti: Creare sito, newletter e social proprietari costituisce un canale  di dialogo che  diventa asset strategico dell’azienda, qualunque cosa accada fuori.
  • Riconnettersi col mercato: Parlare direttamente a chi sceglie il tuo prodotto ogni giorno significa recuperare controllo sulla propria identità e sul proprio racconto.
  • Difendere il prezzo: una comunicazione chiara permette di giustificare il prezzo, spiegandone il valore, sottraendosi, quindi, alla guerra del ribasso.
Il ruolo di Vroom nel marketing per produttori agroalimentari

VROOM intende supportare e accelerare questa connessione, ponendosi come ponte diretto tra la concretezza del prodotto e del territorio e la potenza della strategia digitale. Non ci saranno ricette miracolose, ma troveremo insieme strategie, per usare gli strumenti digitali come leve di crescita reale, senza perdere tempo in attività che non portano valore. Troveremo anche riflessioni su come l’innovazione possa aiutare la tradizione a non restare un pezzo da museo, ma a diventare un modello economico sostenibile.

Costruiamo il valore del cibo e di chi lo produce 

Perché se cambiamo il modo in cui comunichiamo il cibo, restituiamo centralità e valore a chi quel cibo lo genera, ogni giorno.

Benvenuti in VROOM.

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